L'autore
Matteo Maria Boiardo, conte di Scandiano
Signore di un piccolo feudo emiliano, uomo di corte, governatore e poeta. E inventore di Angelica.
Un conte che scriveva
Matteo Maria Boiardo nasce a Scandiano nel 1441 in una famiglia nobile legata agli Este, i signori di Ferrara. Da ragazzo eredita la contea di Scandiano, con la sua Rocca.
Passa la vita fra Scandiano e la corte di Ferrara, prima sotto il duca Borso d'Este e poi sotto Ercole I, a cui dedica il poema. Per gli Este è anche governatore di Modena e poi di Reggio. Scrive poesie d'amore, traduce autori classici e, intorno al 1470, comincia l'Innamorato: un poema per divertire la corte.
La Rocca dei Boiardo
Il castello della famiglia è ancora lì, nel centro di Scandiano: la Rocca dei Boiardo. Ed è proprio intorno alla Rocca che ogni anno si svolge il Palio dell'Angelica.
L'ultimo verso
Nel 1494 l'esercito di Carlo VIII di Francia scende in Italia. Boiardo, governatore di Reggio, interrompe il poema a metà di un canto: non può continuare a cantare d'amore mentre vede l'Italia «tutta a fiama e a foco». Muore a Reggio Emilia il 19 dicembre di quello stesso anno ed è sepolto a Scandiano.